Aeroporti italiani, Napoli e Palermo al top per crescita

Uno studio dell’osservatorio ForwardKeys – che analizza le prenotazioni nelle località italiane – sottolinea come luglio e agosto 2018 si preparano ad essere mesi molto positivi per le presenze turistiche in Italia, che potrebbero crescere del 4,8%. Lo studio analizza le prenotazioni sui principali portali dedicati a viaggi e vacanze con Catania, Venezia e Palermo in grande spolvero rispetto ad altre città italiane. Dati certi ci sono invece sul movimento passeggeri nei principali aeroporti italiani, riferiti ai primi quattro mesi del 2018.

Decimo scalo italiano è l’Aeroporto Falcone Borsellino di Palermo con 13.501 movimenti e 1.697.976 passeggeri registrati, per un incremento del 18,7% sul già scoppiettante 2017. Le difficoltà dell’aeroporto di Trapani Birgi hanno dato nuova centralità allo scalo del capoluogo siciliano, ma la vera ragione di questo incremento passeggeri, seconda miglior crescita per gli aeroporti italiani, è da imputare al ruolo della città nell’anno in cui è Capitale della Cultura 2018 e ospita Manifesta.

Il maggior incremento è stato quello dell’Aeroporto di Napoli Capodichino, che nel periodo gennaio-aprile 2018 ha registrato 20.968 movimenti e 2.573.073 passeggeri, per una crescita del 38,7% sul 2017. Anche in questo caso ad essere premiato è tutto un territorio ricco di attrazioni: Caserta e la sua reggia, Pompei ed Ercolano, la costiera amalfitana, Ischia, Capri e le altre isole campane.

 

Come vanno i tre scali lombardi e Roma Fiumicino?

Quinto scalo nazionale è Venezia con 2.818.837 passeggeri e una crescita del 7,1% per le meraviglie della Serenissima. Milano Linate è il quarto scalo con 2.865.951 passeggeri e un calo del -3,1% sul 2017. C’è chi vede in questo segno negativo la fine dell’onda positiva portata da Expo 2015, ma al terzo e secondo posto degli scali più importanti d’Italia troviamo gli aeroporti di Bergamo e Malpensa, che servono la stessa area geografica e presentano numeri in crescita.  L’aeroporto di Bergamo Orio al Serio è terzo con 3.866.986 passeggeri, per una crescita del 7,1% sul 2017. Milano Malpensa segna addirittura una crescita a doppia cifra sullo scorso anno, +11,7% e 7.063.308. Il secondo posto di Malpensa è dunque netto e schiacciante dal punto di vista numerico.

Abbastanza netto è anche il primato di Roma Fiumicino. In questi primi quattro mesi del 2018 lo scalo romano ha superato la barriera psicologica dei dieci milioni di passeggeri, attestandosi a 12.100613 passeggeri per un incremento del 3,5%. Per Roma il 2018 dovrebbe proseguire bene, visto che le analisi di ForwardKeys accreditano la capitale di un incremento turistico del +6% sui mesi di luglio e agosto 2017: è la migliore performance per una città dopo il +9% accreditato a Palermo e Venezia.

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Dieta del limone, quando lo spremiagrumi è il migliore amico della linea

Luglio non è più il periodo delle arance, ma lo spremiagrumi non va certo in vacanza, e anzi si propone come il migliore amico della prova costume perché può essere utilizzato per un’ottima spremuta di pompelmo che grazie al basso contenuto calorico e alle proprietà sazianti è particolarmente indicata per le diete, anche se al contempo il pompelmo risulta prezioso per le proprietà antitumorali e la disintossicazione dell’organismo.

Oppure per attenersi scrupolosamente alla dieta del limone, regime alimentare che spopola nel mondo delle celebrità. Testimonial d’eccezione della dieta del limone sono infatti l’attrice Jennifer Aniston e la pop star Beyoncé: sono state loro le prime a parlare di questa dieta basata sul prezioso agrume che in sette giorni può far perdere fino a tre chili e ridurre drasticamente il gonfiore della pancia. In Italia, terra che produce più di 3 milioni di tonnellate di agrumi annui e patria dei limoni DOP e IGP (basti pensare ai limoni d’Amalfi, i limoni di Siracusa, di Rocca Imperiale, Interdonato, Bergamotto di Calabria, Femminello del Gargano ecc.), la dieta del limone promette di fare piuttosto bene non solo per la qualità della materia prima, ma anche per gli altri alimenti che compongono il menù.

A colazione è infatti consigliato uno yogurt con fiocchi d’avena e qualche frutto rosso, tutti alimenti tipici della dieta mediterranea, facili da rintracciare e da selezionare in base alla migliore qualità. A pranzo il limone può condire insalate di ortaggi e verdure di stagione, insalate esotiche con avocado e gamberetti, ma si può optare anche per una semplice zuppa. A cena una porzione di legumi può dare il giusto apporto calorico e proteico e il limone torna protagonista nel condire del pesce azzurro cucinato al cartoccio.

La dieta del limone, tuttavia, è incardinata su una speciale tisana da preparare e degustare cinque volte al giorno, ovvero due volte in accompagnamento alle merende di metà mattinata e metà pomeriggio, che possono essere composte da un frutto o una manciata di frutta secca, e poi al risveglio, dopo pranzo e la sera prima di andare a letto. La speciale bevanda al limone si prepara con limoni freschi, acqua tiepida, sciroppo d’acero e peperoncino cayenne. Potete anche preparare il quantitativo giornaliero e conservarlo in bottiglie di vetro con tappo sigillante. Naturalmente la dieta del limone non può essere prolungata per più di una settimana, va indicata al medico per eventuali correttivi ed è nettamente sconsigliata a chi soffre di gastrite e reflusso esofageo. In tutti gli altri casi, invece, questa dieta promette importanti effetti detossicanti e aiuta a diminuire il peso ed eliminare il gonfiore.

Google arricchisce Lens, ma come si guadagna nel mondo delle App?

All’interno di Google Photo, Google Lens è una delle funzionalità più strettamente imparentate con gli studi di intelligenza artificiale, un software di riconoscimento immagini che sembra essere eredità di Minority Report di Steven Spielberg. Finora Google Lens è stato usato soprattutto per individuare e scansionare codici a barre, ma è recente il rilascio di nuove funzionalità per tutti i clienti Android. Ora Google Lens riconosce piante e animali, diventando per il mondo naturalistico ciò che Shazam è per il mondo musicale. vuoi sapere come si chiama quel fiore? Hai la fortuna di riuscire ad inquadrare un uccello con la fotocamera? Google Lens sarà in grado di riconoscere che fiore stai annusando o che volatile stai furtivamente osservando.

 

Google Lens è un’app che sicuramente divertirà gli utenti di Andriod, che secondo una ricostruzione di Forbes sono 900 milioni nel mondo (utenti attivi mensili), contro i 600 milioni di iOS e i 12 milioni di Windows Phone. L’App Store si prende la rivincita sul numero di applicazioni offerte, che sono 1 milione e 250 mila, contro le 800 mila di Android e le 160 mila di Windows Phone. Lo store di Bill Gates resta indietro anche nella classifica dei download, ma si prende il primato nella significativa classifica del guadagno per download. Questo perché Windows Phone punta molto sulle app a pagamento, una politica opposta a quella di Andriod, che ormai ha utenti con la fobia dell’esborso economico. Ciò non vuol dire che non ci siano altre forme di remunerazione, anche perché da pagare ci sono mediamente cinque sviluppatori per ogni app.

 

A parte il pagamento da corrispondere al momento del download, sono essenzialmente tre le strade da percorrere per rendere remunerativa un’app. La prima è quella di prevedere banner o video pubblicitari all’interno dell’app stessa. Saranno gli inserzionisti a pagare, certi di ricevere visibilità presso un target di pubblico ben profilato. Capita così che per passare da un’area all’altra di un’App sia necessario sorbirsi un annuncio pubblicitario. Ipotizzando il futuro di Google Lens, prima di sapere quale specie di fungo è quello davanti a noi, potremmo dover guardare un breve video pubblicitario di dieci secondi.

 

Seconda strada percorribile è quella l’acquisto in-app, ovvero piccoli acquisti interni all’app stessa, dal valore che spesso non supera l’euro. È il sistema più diffuso nelle app dedicate al gioco e punta multo sull’assenza di pubblicità. Ciò rende ben disposti gli utenti e fluido il percorso d’acquisto. Terzo ed ultimo strumento è quello dell’upgrading: l’app può anche essere scaricata e utilizzata gratuitamente, ma se si vuole provare un servizio con i guanti e funzionalità più ricche e potenti è necessario pagare il salto di qualità.