Google arricchisce Lens, ma come si guadagna nel mondo delle App?

All’interno di Google Photo, Google Lens è una delle funzionalità più strettamente imparentate con gli studi di intelligenza artificiale, un software di riconoscimento immagini che sembra essere eredità di Minority Report di Steven Spielberg. Finora Google Lens è stato usato soprattutto per individuare e scansionare codici a barre, ma è recente il rilascio di nuove funzionalità per tutti i clienti Android. Ora Google Lens riconosce piante e animali, diventando per il mondo naturalistico ciò che Shazam è per il mondo musicale. vuoi sapere come si chiama quel fiore? Hai la fortuna di riuscire ad inquadrare un uccello con la fotocamera? Google Lens sarà in grado di riconoscere che fiore stai annusando o che volatile stai furtivamente osservando.

 

Google Lens è un’app che sicuramente divertirà gli utenti di Andriod, che secondo una ricostruzione di Forbes sono 900 milioni nel mondo (utenti attivi mensili), contro i 600 milioni di iOS e i 12 milioni di Windows Phone. L’App Store si prende la rivincita sul numero di applicazioni offerte, che sono 1 milione e 250 mila, contro le 800 mila di Android e le 160 mila di Windows Phone. Lo store di Bill Gates resta indietro anche nella classifica dei download, ma si prende il primato nella significativa classifica del guadagno per download. Questo perché Windows Phone punta molto sulle app a pagamento, una politica opposta a quella di Andriod, che ormai ha utenti con la fobia dell’esborso economico. Ciò non vuol dire che non ci siano altre forme di remunerazione, anche perché da pagare ci sono mediamente cinque sviluppatori per ogni app.

 

A parte il pagamento da corrispondere al momento del download, sono essenzialmente tre le strade da percorrere per rendere remunerativa un’app. La prima è quella di prevedere banner o video pubblicitari all’interno dell’app stessa. Saranno gli inserzionisti a pagare, certi di ricevere visibilità presso un target di pubblico ben profilato. Capita così che per passare da un’area all’altra di un’App sia necessario sorbirsi un annuncio pubblicitario. Ipotizzando il futuro di Google Lens, prima di sapere quale specie di fungo è quello davanti a noi, potremmo dover guardare un breve video pubblicitario di dieci secondi.

 

Seconda strada percorribile è quella l’acquisto in-app, ovvero piccoli acquisti interni all’app stessa, dal valore che spesso non supera l’euro. È il sistema più diffuso nelle app dedicate al gioco e punta multo sull’assenza di pubblicità. Ciò rende ben disposti gli utenti e fluido il percorso d’acquisto. Terzo ed ultimo strumento è quello dell’upgrading: l’app può anche essere scaricata e utilizzata gratuitamente, ma se si vuole provare un servizio con i guanti e funzionalità più ricche e potenti è necessario pagare il salto di qualità.